6 lug 2014

Un'altra vita che non sia la mia


Mi capitano giorni come questi.
Sono sola a casa e mi ci sento: sola… 
ma poi, alla fine, ci sto anche bene sola…  
e alla stesso tempo forse non ci vorrei stare...Sola… che cosa triste! O forse è un bisogno, qualcosa di necessario …


Mi avvolgo in questo sentimento e lascio che mi trasporti. Mi accoccolo sul limite tra la tristezza e la pace e basta ondeggiare un pochino oltre per sentirmi sprofondare in un pozzo intimo, immenso, buio, infinito… e vado giù, giù, giù… 
“Aiutoooo! Precipito! qualcuno mi ascolti! Non risalirò mai più da qui …” 
sono disperata, incapace, delusa, insoddisfatta e poi, non ho più speranza e allora basta, mi lascio andare e la caduta si arresta ...  il silenzio mi prende tra le braccia, mi calma e mi sento piccola, piccola come tra le braccia della mamma che mi culla dolcemente e ora non c’è bisogno di pensare, programmare, decidere…  mi sento protetta, quieta, serena, 
“ Che pace tra queste braccia! Non voglio che finisca, non mi lasciare, tienimi ancora, stringimi, non lasciare che io apra gli occhi…!” 
ma poi all’improvviso sono sola, di nuovo, inesorabilmente, terribilmente sola e odio questa giornata e non so cosa fare e vorrei di più e sogno di un amore che mi faccia ridere, di viaggi lontano e di un’altra vita.