Il pulman correva a tutta velocità ed io guardavo fuori dal finestrino cercando di scorgere, tra un sussulto e l'altro di fossi e buche, il mare in lontananza. C'era un frastuono di voci e parole che urlavano tutto intorno, tanto era stracolmo il pulman, ma io non ci facevo molto caso.
Un lungo viaggio e un bagaglio leggero: proprio quello che ci voleva. Quanto avevo immaginato questo momento!
Un lungo viaggio e un bagaglio leggero: proprio quello che ci voleva. Quanto avevo immaginato questo momento!
Ero sola, una sensazione strana, un po' triste ma eccitante.La cosa bella è che mi sentivo libera. Non avevo orari, compiti, impegni, qualcuno a cui rendere conto. Ero libera; avrei potuto girare i tacchi e andarmene se solo lo avessi voluto! Nessuno avrebbe potuto dirmi che ero pazza a farlo! Potevo fare qualsiasi cosa!
L'autista mi svegliò da questi miei pensieri per avvertirmi di scendere.
Senza neanche fermarmi a ringraziare, infastidita da questa interruzione, scesi gli scalini del pulman e andai diretta verso la striscia azzurra che si allungava davanti ai miei occhi. La sua vista mi ipnotizzava. Un azzurro meraviglioso a perdita d'occhio. Non c'era fine.
Di colpo era sceso il silenzio accompagnato solo da un ritmo ondoso leggero, quasi impercettibile. Mi tolsi le scarpe, la sabbia era sottile, bianca, affondavo le dita dei piedi come a cercare qualcosa : ero arrivata.
Mi spogliai completamente dei vestiti sudati e li lasciai cadere sulla sabbia, mi guardai intorno, ero sola. Cominciai a camminare tagliando l'acqua, fresca, avvolgente... mi immersi e mi lasciai galleggiare con la pancia in su.
Questo era tutto quello che volevo.
Questo era tutto quello che volevo.
