29 apr 2019

tutto finisce e ricomincia

Mi capita spesso di leggere le storie Facebook degli altri. Guardo le loro foto, quello che scrivono e cerco di leggere tra le righe la loro vita. A volte la invidio, a volte mi sembra triste, a volte piena di cose.
Inevitabilmente penso alla mia e non sempre mi sento contenta.
Spesso penso ai viaggi che non ho fatto, ai figli che non ho avuto. Per alcune cose il tempo è inesorabile ; o le fai o non le potrai fare più.
Perché a volte fai delle scelte e percorri delle strade che non ti rendi conto che stai prendendo e indirizzi te stesso verso luoghi ed emozioni che forse non pensavi.
Vorrei avere la vostra chiarezza.
Io non ho ancora ben capito cosa mi renda felice.
A volte mi bastano i fiori, a volte sentirmi apprezzata, altre dormire in pace, o chiacchierare con qualcuno e altre ancora ballare fino all'alba durante un concerto.
Poi però la ricerca continua e tutto ricomincia dall'inizio.
💮#Margheritaviola

tutt https://www.facebook.com/margherita.viola.1804


23 apr 2019

La finestra


A volte chiudo gli occhi e vi vedo. 
Dalla vetrata mi vedo allontanarmi con mio marito e due bambini di circa due o tre anni. Uno cel'ho in braccio e l'altro lo tengo per mano.
Semplicemente camminiamo felici nell'erba. Mi vedo allontanarmi insieme alla famiglia. Siamo felici, spensierati, scherziamo. Tanta armonia, sorrisi ed intimità.

Però io non ho figli. 
  
Ci abbiamo provato ma non cel'abbiamo fatta. Una volta ero rimasta incinta, in pochi lo sanno, ma poi niente... non è andata. Quella perdita mi fa male certo, ma ho imparato a lasciarla andare. Poi abbiamo provato l'inseminazione due volte e intrapreso la strada dell'adozione... ma ci siamo fermati. Stanchi, stremati, soli. Abbiamo smesso.
Abbiamo smesso di provarci ma il mio cuore mi tortura di pensieri, come oggi. 
Ogni tanto ci obblighiamo a parlarne e decidiamo di ricominciare, ma siamo stanchi e solo riprendere il discorso diventa sempre più faticoso.
E così io parlo in silenzio con me e decido che la strada giusta è l'adozione e un secondo dopo che dovremmo riprovare l'inseminazione...
Alla fine stanca e anche arrabbiata decido di lasciar perdere tutto. Mi butto sul lavoro, sulla mia routine, i miei animali e nel frattempo un tarlo lavora nella mia mente e si scava la strada. A questo punto la mia mente è piena di caverne.
Così chiudo gli occhi e vi vedo e sento l'amore che c'è tra di voi; lo vedo dalle posture dei corpi, dai movimenti, da come vi scambiate sguardi e sorrisi. Siete così belli che vorrei afferrarvi ma c'è il vetro e voi vi allontanate senza curarvi di me.



29 dic 2017

Il volo

la stanza aveva le finestre chiuse e le serrande abbassate tanto che distinguevo a malapena il volto delle amiche al mio fianco. Eravamo in attesa, in silenzio. L'odore era familiare e il mio cuore pulsava senza fretta. Di lato, la mia amica sospirava rumorosamente e si dondolava prima su un piede e poi sull'altro senza sosta.
In fondo, in penombra, illuminato da una tenue luna che filtrava tra le serrande, s'intravedeva il solito omino panciuto, con i baffi e gli occhiali che studiava con attenzione il grande libro ad un centimetro dal naso. Era una lista scritta fitta, con calligrafia fine, rotonda, senza sbavature.
Chiamò i nostri nomi e ci avvicinammo cercando di non inciampare sui piedi degli altri che si accalcavano. L'omino alzò la testa, ci scrutò con occhi miopi da sopra gli occhiali  e ci fece cenno di passare. 
Come al solito, la mia amica cominciò ad indietreggiare, si voltò con gli occhi angosciati e corse via. Non era facile attraversare quell'entrata; la lasciammo andare e proseguimmo attraverso la grande porta di marmo. 
La luce della stanza esagonale ci fece perdere momentaneamente l'orientamento: era sempre la stessa storia. Ci fermammo un attimo per far abituare gli occhi al ritrovato bagliore e ci andammo a sedere sulle poltrone di velluto rosso. 
La stanza era gremita di gente, il maestro dalla sua scrivania osservava con viso sereno gli astanti. 
Ci accomodammo, lasciai cadere le gambe, sprofondai nel velluto rosso e mi lasciai trasportare dai pensieri. Passai in rassegna le immagini che mi si presentavano e sorrisi all'idea che nessuno aveva ora bisogno di me, non avevo impegni, né orari; mi accoccolai soddisfatta e chiusi gli occhi assaporando l'assenza di pensieri. 
Poi cominciò a parlare. La voce calda entrò fluida nella mia testa e il mio corpo cominciò a vibrare. Di lì a poco si sarebbe unita anche la mia anima., mi aprii all'attesa. E così fu... mi sentì trasportare in alto, leggera mentre la brezza della notte mi accarezzava la pelle . Finalmente ero lassù, aprii gli occhi e cominciai a volare nel buio della città dormiente. Distesi le braccia e virai a destra e poi a sinistra mentre il mio cuore mi sorrideva beato.

15 apr 2016

lettere, persone e vite

Per caso ho trovato una scatola piena di lettere, biglietti e cartoline. Non sapevo nemmeno di averle messe da parte! E' stato come leggere la vita di qualcun'altro. Come aprire un cassetto di una persona che non esiste più. Ho riletto un pezzo della mia vita che non ricordavo neanche di aver vissuto... Lettere che non rammentavo di aver ricevuto. Una me stessa che forse non conoscevo o forse non sapevo di essere.
Lettere di amici, di amiche, di amanti, dichiarazioni d'amore di persone che non ricordavo si fossero così aperte con me. ... Ho riscoperto una me che non conoscevo...
Non so come sentirmi... Sono felice per aver ritrovato una me a cui tante persone, negli anni, hanno voluto bene, e sono arrabbiata per aver scoperto una me che ha dimenticato l'esistenza o il coraggio delle persone che si sono aperte e dichiarate...
Le persone, i cuori, i sentimenti, le vite si intrecciano e poi si allontanano, a volte senza lasciare segni. Chissà se quelle persone ricordano ora di avermi incontrato e scritto.... ed io, come ho potuto essere così disattenta da dimenticarle?

6 lug 2014

Un'altra vita che non sia la mia


Mi capitano giorni come questi.
Sono sola a casa e mi ci sento: sola… 
ma poi, alla fine, ci sto anche bene sola…  
e alla stesso tempo forse non ci vorrei stare...Sola… che cosa triste! O forse è un bisogno, qualcosa di necessario …


Mi avvolgo in questo sentimento e lascio che mi trasporti. Mi accoccolo sul limite tra la tristezza e la pace e basta ondeggiare un pochino oltre per sentirmi sprofondare in un pozzo intimo, immenso, buio, infinito… e vado giù, giù, giù… 
“Aiutoooo! Precipito! qualcuno mi ascolti! Non risalirò mai più da qui …” 
sono disperata, incapace, delusa, insoddisfatta e poi, non ho più speranza e allora basta, mi lascio andare e la caduta si arresta ...  il silenzio mi prende tra le braccia, mi calma e mi sento piccola, piccola come tra le braccia della mamma che mi culla dolcemente e ora non c’è bisogno di pensare, programmare, decidere…  mi sento protetta, quieta, serena, 
“ Che pace tra queste braccia! Non voglio che finisca, non mi lasciare, tienimi ancora, stringimi, non lasciare che io apra gli occhi…!” 
ma poi all’improvviso sono sola, di nuovo, inesorabilmente, terribilmente sola e odio questa giornata e non so cosa fare e vorrei di più e sogno di un amore che mi faccia ridere, di viaggi lontano e di un’altra vita.

30 nov 2013

Libera di essere

Oggi riflettevo sulla mia "nuova" vita.... Dico nuova perchè, ripensandoci, dopo il licenziamento, avvenuto circa 3 anni fa, la mia vita ha preso una piega diversa. O forse dovrei dire che finalmente ha preso la giusta direzione: quella che era giusto che prendesse per me. Io sono l'esempio lampante del detto: "non tutti i mali vengono per nuocere". Probabilmente se non fosse stato per quel periodo buio non mi sarei resa conto della "luce" delle giornate....
Non ho voglia di tediarvi con la tristezza e le varie difficoltà che mi hanno portato a dare un taglio netto a certe cose, ma quello che voglio dire è che tutto è meglio ora!
Ora lavoro meno -e ovviamente guadagno meno-,  ma sicuramente vivo più intensamente.
La cosa davvero importante in tutto questo sono IO.
Ho riscoperto la bellezza del vivere, delle persone, di ciò che mi sta intorno. Riesco a trovare piacere da tante piccole cose: un piacere immenso! Ho finalmente dato ascolto alle mie emozioni ed ai miei desideri lasciando da parte le catene del "è giusto fare questo, è sbagliato fare quest'altro" ed ho cominciato a fare esattamente quello che mi suggeriva il cuore; giusto o sbagliato che fosse. Ma poi chi è che decide cosa è giusto e cosa è sbagliato? A volte ci lasciamo troppo influenzare da quello che ci hanno insegnato a considerare tale. Non è detto che quello che è giusto per i nostri genitori e per i genitori dei genitori...., lo sia davvero anche per noi! E, pensateci bene, spesso anche se crediamo di fare scelte totalmente nostre, scegliamo proprio in questo modo.  Dobbiamo smetterla di pensare come avrebbero fatto loro: solo in quel momento saremo davvero liberi di essere.

"Tutto mi dice che sto per prendere una decisione errata, ma anche gli errori sono un modo di agire. Cosa vuole il mondo da me? Che non corra i miei rischi? Che torni da dove sono venuta, senza avere il coraggio di dire sì alla vita? " (Paolo Cohelo)

26 giu 2012

Home sweet home

E' un po' che non esco di casa.
Il mondo esterno non mi interessa più: ho la mia casetta e niente è paragonabile al sentimento di pace che trovo a stare qui e godere dei miei spazi. Lo stare sola, scrivere, leggere, osservare il cielo, il giardino, accarezzare i cani... mi dà una gioia che non trovo da nessun'altra parte.
Ovviamente ci sono delle cose che sono costretta a fare fuori di qui ma come una calamita, per tutto il tempo in cui sono lontana, mi sento attirare verso la mia casetta dove mi attende il mio essere, l'intima pace del mio spirito. 
Non so se la cosa sia preoccupante. Effettivamente non credo di essere mai stata così.
Il mondo esterno è troppo lontano. Forse un po' ne sono nauseata, questo è vero. Forse, in realtà, la mia è una presa di distanza.. chi lo sa... Per ora sto qui e mi ascolto....


23 feb 2012

Risposta pronta

La risposta pronta è un dono che non ha pari. 
Quanto mi piacerebbe saper parlare con precisione al momento giusto! 
Mi capita spesso di trovarmi in situazione di estremo imbarazzo davanti a persone che, senza neanche farsi il minimo problema, parlano lanciando sassi, con cattiveria gratuita, subdola. Mi fanno sentire deufradata di dignità, strappata di pezzi e incapace a proferire in parole la rabbia che mi cresce dentro. 
Lo stomaco si contorce e, per una maledetta reazione, la mente si offusca e la bocca si serra in una linea stretta e rigida che non lascia passare neanche un alito di fiato. La testa si riempie di parole che, non trovando via d'uscita, finiscono con lo scontrarsi e mescolarsi in un unico informe caos di suoni muti, assordanti e ridondanti.
Gli occhi poi, sono quindi costretti ad assistere alla sinistra visione di quel viso che gaudente e gongolante si compiace del tuo non reagire e si erge a re dell'ignoranza.
Se solo esistesse una scuola che insegnasse la maniera per prendere a calci di parole tali persone e farle rientrare nello status a loro più appropriato, la seguirei con passione.
Maledetti, piccoli, vermi, ignoranti che non hanno altro nella vita se non rompere i coglioni agli altri!
Sono stanca di questi esseri; arriverà il mio momento e la prossima volta troverò il modo di sputarvi in faccia quello che oggi non sono riuscita a dire !!!!!!!


28 gen 2012

Sono qui

Le ore, le giornate, i mesi passano veloci. 
Segno di tanta spensieratezza e forza. 
Una nuova energia mi anima dentro, quasi mi impaurisce; tanto è nuova. 
La vita scorre dal mio cuore aperto verso il mondo. 
Sono qui. 
Dai piedi saldi in terra sale la forza di un fiume contro corrente fino alla cima,  
poi ricade verso il basso, 
un movimento circolare e continuo; 
 sono acqua limpida, fresca, azzurra, turchese, incessante. 
Il viso guarda alto, dritto, davanti, sorridente; 
 sono la curiosità, il sorriso, gli occhi. 

Sono qui,
vorrei che questo continuasse per sempre.....

17 ott 2011

Indignata

Sono stata tutta la giornata a passare da un canale all'altro della televisione (e di you tube)  per avere notizie sulla manifestazione di ieri a Roma.
Devo dire che sono assolutamente delusa e per dirla con una parola molto indicata nonchè "azzeccata", sono INDIGNATA.
Per tutto il giorno, in tutti i telegiornali o programmi giornalistici non hanno fatto altro che riproporre le stesse identiche scene!!! La stessa vetrina della banca che veniva infranta, la stessa camionetta che veniva bruciata; praticamente l'abbiamo potuta osservare da tutte le angolazioni possibili!
Ma porca miseria, e dove sta tutto il resto del corteo ??? Le altre 190mila persone????
E, cosa molto più importante, nessuno parla dei MOTIVI della manifestazione???? Possibile che dopo un corteo che ha visto la partecipazione di 200mila persone a Roma (per non parlare della stessa manifestazione nelle principali città nel mondo), persone che sono scese in piazza per un motivo ben preciso, che chiedono risposte per il proprio futuro, che sono stufe di manovre politiche che non portano a nulla; dopo una chiara presa di posizione come questa, ancora continuano ad ignorarli?????????

Questo non fa altro che porre una maggiore ed ulteriore distanza tra quelli che governano e le persone comuni. Un divario enorme che era già motivo di tanta indignazione....

29 set 2011

Sempre uguale

In effetti l'ho sempre saputo che le cose iniziano e finiscono. Nascono e muoiono. Le amicizie col tempo si deteriorano e poi, chissà perchè, ognuno va per la propria strada.. La cosa che non sapevo é che sembra che tutto si riproponga uguale a prima. Le forme, le modalità cambiano ma in sostanza capita di ritrovarsi a vivere le stesse cose. Qualche amico filosofo, un giorno mi ha detto che questo succede quando non si è riusciti a risolvere il problema.
Non so cosa credere fatto sta che sto dinuovo qua! E la cosa fa male!!!!
Per ora ci dormo sopra...

26 set 2011

Avevo deciso di buttarmi su un lavoro diverso.. Una cosa lontana dalle mie scelte fatte fino ad ora. Doveva essere una cosa più tranquilla, meno pesante e soprattutto indipendente. Una cosa mia; io decido, io faccio, io disfo...
Poi succede che il Giappone rientra nella mia vita e mi fa sentire viva. Parlare giapponese è l'unica cosa che mi fa sentire così. Mi dà energia e mi diverte. E comincio a rimettere tutto in discussione.
Nel frattempo, non so neanche perchè mi trovo a fare corsi su argomenti ancora diversi.
Poi mi viene in mente un altra cosa che potrei fare, che mi fa sognare. E di nuovo tutto in discussione.. . Prima o poi capirò il perché di tutte queste strade diverse intraprese.. Avrà un senso, troverò il modo per unire tutto!!!
Sono senza speranza!!!

14 set 2011

eccomi!

Sono viva ;-)))
Sono dei giorni molto intensi....
perdonatemi....

a prestooooooooooooooooooo

14 ago 2011

Il libro e lo Zen

Ieri ero seduta in un angolino adibito a sala d'aspetto, da sola. Parquet, poltroncine bianche e un piccolo tavolino basso al mio fianco. Appoggiato sul mio lato del tavolino c'era un libro ingiallito dal tempo e dalle tante mani tra cui era passato.
Adoro i libri.
L’ho sfiorato con delicatezza:  il titolo era impegnativo.
L’ho preso e ci ho giocato un po’ facendolo roteare tra le mani. Le pagine erano piacevolmente porose al tatto. L’ho avvicinato cercando di percepirne l’odore: quando il libro è nuovo amo sentire l'odore di inchiostro e quando è vecchio amo l'inconfondibile profumo di carta stampata mista a polvere e patina del tempo; questo era decisamente vecchio.
Che strano… Quel libro era lì; apposta per chiunque si fosse seduto in attesa.
L’ho aperto e sfogliando a caso ho iniziato a leggere.
È successa una cosa strana, sembrava che rispondesse ai miei dubbi di questi giorni. Ho chiuso e riaperto il libro due, tre, quattro volte scorrendo con gli occhi sempre parti diverse.
Leggevo ma mi sembrava che, al contrario, fosse il libro a leggermi dentro. Non potevo crederci…

Poi mi hanno chiamato. Ho chiuso il libro e l’ho rimesso lì ad attendere qualcun altro.
Lo so non dovrei, ma è da ieri che ci penso …………………………………..

7 ago 2011

Senza aria

Ci vorrebbe una scossa a risvegliarmi da questo torpore che mi invade. 
Sono immobile, incapace, incosciente, inesistente. 
Sto qui ferma ad aspettare che i giorni passino, si susseguano, si ripetano senza intensità. 
Questo posto mi cancella, distrugge la mia energia.
Mi nascondo in un limbo senza emozioni attendendo il mio ritorno.
Ho bisogno di un pugno in faccia.
Ho bisogno di rinascere. 





5 ago 2011

Una volta eravamo in tre

Una volta eravamo in tre. 
Con me c'erano sempre A. ed R. 
Andavamo a scuola insieme, uscivamo da scuola insieme, il pomeriggio passeggiavamo insieme e la sera ci facevamo lunghe telefonate. 
Ci dicevamo tutto, non c'era dubbio o problema che non venisse analizzato in tutte le sue parti prima di trovarne una soluzione. E' vero, a volte eravamo macchinose, strampalate nelle nostre risoluzioni ma, quasi sempre eravamo geniali.
All'università avevamo scelto ognuna una facoltà diversa e ci eravamo un po' perse di vista ma le telefonate e le passeggiate, anche se un po' più rade, erano le stesse. 
A volte prediligevamo le strade meno affollate dove nessuno potesse distoglierci dal nostro chiacchierare: erano sempre tante le cose che dovevamo raccontarci!
Ovunque andassi non mi sentivo mai sola. Anche in Giappone, dall'altra parte del mondo, era bello sapere che avrei sempre potuto chiamare R. o A.e sentirmi dinuovo a mio agio. Ero sicura che mi avrebbero potuto capire. Loro sapevano come mi sentivo: bastava un tono di voce, una parola.
A volte, dopo lunghe lontananze, ci davamo appuntamento a casa mia e passavamo ore sul letto ad aggiornarci prima di uscire.
Poi siamo andate a vivere ognuna in una città diversa, sono successe cose e sono rimaste le telefonate... a volte. 








Fantasie di una mente malata 2

Il pulman correva a tutta velocità ed io guardavo fuori dal finestrino cercando di scorgere, tra un sussulto e l'altro di fossi e buche, il  mare in lontananza. C'era un frastuono di voci e parole che urlavano tutto intorno, tanto era stracolmo il pulman, ma io non ci facevo molto caso. 
Un lungo viaggio e un bagaglio leggero: proprio quello che ci voleva. Quanto avevo immaginato questo momento!
Ero sola, una sensazione strana, un po' triste ma eccitante.La cosa bella è che mi sentivo libera. Non avevo orari, compiti, impegni, qualcuno a cui rendere conto. Ero libera; avrei potuto girare i tacchi e andarmene se solo lo avessi voluto! Nessuno avrebbe potuto dirmi che ero pazza a farlo! Potevo fare qualsiasi cosa!
L'autista mi svegliò da questi miei pensieri per avvertirmi di scendere.
Senza neanche fermarmi a ringraziare, infastidita da questa interruzione, scesi gli scalini del pulman e andai diretta verso la striscia azzurra che si allungava davanti ai miei occhi. La sua vista mi ipnotizzava. Un azzurro meraviglioso a perdita d'occhio. Non c'era fine.
Di colpo era sceso il silenzio accompagnato solo da un ritmo ondoso leggero, quasi impercettibile. Mi tolsi le scarpe, la sabbia era sottile, bianca, affondavo le dita dei piedi come a cercare qualcosa : ero arrivata.
Mi spogliai completamente dei vestiti sudati e li lasciai cadere sulla sabbia, mi guardai intorno, ero sola. Cominciai a camminare tagliando l'acqua, fresca, avvolgente... mi immersi e mi lasciai galleggiare con la pancia in su. 
Questo era tutto quello che volevo.

FINE DEL SOGNO

24 lug 2011

Fantasie di una mente malata n.1

Driin Driinnnn Driiinnnnnn…
“Pronto?”, 
“Buongiorno, sono A.B, parlo con Y.?”,
“ si, sono io…”
“Buongiorno, sono della società X.Y. , abbiamo selezionato il suo cv e saremmo lieti se Lei potesse farci visita per un colloquio conoscitivo: avremmo una collaborazione da proporLe”,
“Va bene, mi potete dare il Vs. indirizzo?”
(…)
“Grazie, allora ci vediamo Lunedì, arrivederLa!”.
Lunedì
Eccomi, con la mia camicetta professionale e un po’ di tacco per darmi un contegno. Oggi cammino così sciolta sui tacchi che sembra io li abbia sempre portati. Sono raggiante, il viso è luminoso, i pantaloni mi stanno benissimo, sembra quasi io abbia perso qualche taglia (Vabbeh, concedetemelo!).. Anche i miei capelli sono perfetti…(almeno oggi, dai!!) La cartellina sotto il braccio; taglio l’aria con fare deciso (altra concessione, dai!)
La società si trova in una zona molto dinamica, negozi, bar, uffici, parecchie persone si muovono in tutte le direzioni. Il palazzo ha molti piani, l’ascensore si ferma al 4° e una segretaria gentile mi accoglie. Attraversiamo il corridoio insieme parlando del tempo e calpestando un morbido tappeto bordeaux probabilmente pensato anche per attutire il tacchettio delle scarpe.
La sala riunioni è grande e luminosa, le vetrate rimandano un cielo azzurro e una vista da cartolina sulla città. Ad attendermi due uomini e una donna. Ci sediamo in semicircolo su un tavolo ovale di dimensioni maestose. Sono sorridenti, non posso fare a meno che ricambiare con uno dei miei sorrisi migliori; d’altronde  mi viene naturale, non devo neanche sforzarmi! Mi sento a mio agio e loro sembrano davvero predisposti.
Il colloquio va avanti per circa 3 ore. L’uomo più anziano mi fa parecchie domande sul mio lavoro precedente: è molto interessato alla mia esperienza e loda più volte le mie capacità. Mi fa anche i complimenti per il percorso universitario.
In finale mi propongono un contratto a tempo indeterminato con un periodo di prova di due mesi, uno stipendio più alto del mio ultimo (ma, lo confesso, ci voleva poco!) ed eventuali bonus distribuiti durante tutto l’anno.
Sono tutti molto entusiasti della mia professionalità e di accogliermi nel loro team: ho fatto un’ottima impressione! Ci stringiamo la mano con energia: “Mi auguro che oggi sia l’inizio di una lunga e proficua collaborazione!”, "Siamo sicuri che, visto le sue capacità, saprà apportare significativi successi alla ns. società"........

Fine del sogno.


17 lug 2011

Cronaca del giorno in cui ho ripreso la mia vita

Ho preso la macchina e  ho rifatto la strada; sono in trance. Stesse buche, stessi semafori, stesso CD dell'ultima volta...doveva essere un mese fa. Sono arrivata alla curva subito prima del cancello, un po' sorpresa di non vedere la bionda in attesa sulla sedia di plastica che mi saluta; tenue raggio di sole delle mie mattine... brutto segno, la giornata volge al peggio. Però alla fine chissà, magari buon per lei, sarà partita come diceva. Stanca di aver prostituito il proprio corpo a piacimento di tante merde. Mi manca però, la sentivo vicina. Alla fine non è poi così lontana la condizione mia e la sua.
Ora sono sulle scale e con pesantezza mi trascino scalino per scalino. Mi dico:"oggi è l'ultimo".
Ecco la segretaria che non sorride mai, faccia da cavallo, viene voglia di tirargli un cazzotto dritto dritto su quel faccino oblungo. Immagino la scena a rallentatore: i capelli neri schiaffeggiano l'aria,  gocce di sangue disperse quà e là mentre la sedia si ribalta in un fracasso di rotelle.  "Buongiorno" bofonchia lei, "Vaffanculo" penso io.
Inizio il corridoio, la passerella mattutina di uffici e falsi buongiorno che aleggiano nell'aria. Eccolo è già qui, colpo al cuore, tachicardia, apnea... parla! tira fuori il fiato diglielo, cazzo!!
..."Posso parlarle? hem... poso le mie cose.... hem... e  torno".
Noooo! eccheccazzo... che significa posso??? cos'è questo tono da pecorella!! Dove è finita tutta la rabbia di questo anno?? Dov'è la tua forza, la tua dignità?? Non puoi permettergli tutto questo! E' un verme, una merda di persona, non si merita il tuo rispetto...forza!! diglieloooo!!! E' un mese che ci pensi!! ..dai!!! E' il tuo momento, devi godertelo!!! daaaaiii!!
In ufficio sono sola, meno male.
Accendo il PC, guardo il tasto CANC e un ghigno mi sveglia brividi lungo tutto il corpo: ... sono qui per gustare la mia vendettaa! Forza, vendetta! ...Okay, mi siedo comoda, faccio un bel respiro da riempirmi ben bene i polmoni, raddrizzo la schiena. Si comincia. 
Io sono quella che non lavora? click, un colpetto su quel tastino e via tutti i contratti dei clienti; io sono quella che non contatta i clienti? click e via tutte le mail e i contatti, io sono quella che non si sa organizzare? click e spariscono tutti i file excel, e poi addio ordini in sospeso, bye bye fatture insolute, a quel paese l'elenco fornitori e le passwords che avevo solo io, e poi la programmazione del prossimo anno, gli appuntamenti, l'esame dei prezzi dei concorrenti, i promemoria, tutti i documenti dei clienti, le relazioni, i flyer, i conteggi, le schede, i rapportini sulla qualità, .... ormai sorrido di gusto.
Immagino il capo e H che cercano disperati i file (ma come non li avevi fatti tutti tu H??); li vedo  arrampicarsi sugli specchi quando chiamano i clienti arrabbiati; le facce di panico quando arrivano appuntamenti che non erano segnati (non li avevi presi tu H??), la vergogna quando chiamano clienti per farsi rimandare documenti spariti (non li avevano madati a te H??);  l'angoscia quando non possono accedere ai software, ai file, ai documenti perchè non hanno le passwords  (non te ne eri occupata tu H??) .... hahahaha! Sono quasi in estasi.... sono pronta. Vado!
Stavolta attraverso il corridoio con passo fermo, sguardo davanti a me e schiena dritta... strano mi sento più alta e mi sembra di avere il petto più aperto. Una bella sensazione. Devo trattenere il ghigno però...  
Ora siamo nel piccolo ufficietto con la porta chiusa. Lo osservo seduto di fronte a me, che strano, mi sembra più piccolo. Quanto mi appare miserabile quell'omuncolo oggi. Lo guardo e mi fa schifo, i capelli grigi e il riporto allisciato su un lato  a nascondere una chierica bianca vergognosa e unticcia come la sua anima. Ma oggi riesco a vederla.
Io ti vedo verme, ti vedo nel tuo essere, lo capisci dal  mio sguardo vero? cosa c'è ti vergogni? Bravo, vergognati! non sei nessuno senza il tuo macchinone, senza le lingue viscide dei tuoi collaboratori... tu davvero pensi di contare qualcosa? Ma non l'hai ancora capito che anche per loro non sei nessuno? Sei ridicolo, ho voglia di sputarti dritto in faccia!
Invece inizio a parlare: parlo.
Ora saprai tutto quello che penso di te, ora saprai quello che tu sei davvero. Ora conoscerai la mia parte migliore vecchio bastardo.
Sono un fiume in piena che si estende dalla mia bocca e lo inonda. Vomito di parole che erano state represse per troppo tempo: affoga maledetto!.
Mi sento sempre meglio. La mia voce risuona nella stanzetta, a tratti un leggero suono proveniente dalla sua bocca  interviene ma è troppo debole per sostituirsi alle mie parole.
E' ormai schiacciato a terra senza fiato, meglio di un pugno in faccia, non c'è neanche più gusto a continuare... ormai mi fa pena. Mi alzo e sorridendo sbatto la porta.
Corro fuori. Attraverso il corridoio: hahaha! andate tutti affanculo piccoli idioti miserabili, avete quello che vi meritate!

Io sono libera!

Mi sarebbe piaciuto salutarti bionda che sedevi sulla sedia di plastica. Spero anche tu stia andando lontano da qui!

9 lug 2011

Questo non è giusto.

Questo non è giusto.
Non può trattarmi come se io non valessi niente. Sono stufa di avere vicino una persona con cui non si può parlare, che è sempre negativa e non è mai disponibile a darti aiuto su niente. Stanca di aspettarmi gentilezze che puntualmente non arrivano. Stanca di litigare ogni volta che dobbiamo fare qualcosa, ad es. andare a comprare mobili  x la futura casa. E non xkè non siamo d’accordo su scelte  (che già sarebbe un passo avanti) ma semplicemente xkè non ha voglia…  sono stanca di trovarmi a costringerlo a fare cose che dovrebbero essere belle  (e non per la bellezza di comprare i mobili che, tra l’altro, rompe parecchio le palle anche a me), ma x il fine a cui questi servono ossia la nostra vita insieme.
Tutto si trascina e piccoli problemi di poco conto finiscono per ingigantirsi  aumentando lo strascico giorno dopo giorno: non sarebbe meglio affrontarli subito quel minimo che si meritano per essere poi tutti più contenti??
Giorni come questi mi chiedo a cosa serva stare insieme...
Che avessimo troppo tirato la corda a fare i fidanzatini senza andare né avanti né indietro??  Probabilmente il tempo troppo uguale ci ha un po’ consumati.. ma a chi dare la colpa a lui? A noi? Dicono che la colpa sta sempre in mezzo …  dicono…..
E poi,  possibile che debba sentirmi così frustrata ogni volta che provo a parlare di qualcosa che mi sta a cuore? Ma cosa ci sta a fare con me (e io con lui) se non mi sento appoggiata e sostenuta nelle scelte e nelle cose da affrontare? E se  prima di fare una cosa insieme finiamo per litigare, stressarci e rovinare anche quello che doveva essere la parte bella??
Insomma eccomi qua a farmi sempre le stesse domande da "femmina" idiota. 
Non è certo questo che avrei voluto  per me e non è così che immaginavo il nostro rapporto. Forse dovrei avere il coraggio di lasciar stare, di smettere di insistere e continuare da sola la mia strada…  una strada di merda tra l’altro ma almeno senza aspettative deludenti.